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Giornale di Vicenza

Martedì 26 Giugno 2001

Un corso per creare nuovi maestri nel settore tessile

Tecnici di maglieria mestiere "ricercato"
Il passaggio generazionale non riguarda solamente gli imprenditori E per alcune professioni scattano nuovi programmi di formazione


Ci sono persone che, per il lavoro che fanno, andrebbero classificate come "specie protetta", perché in possesso di una professionalità in via di estinzione. Anche questo è un aspetto del problema del "passaggio generazionale" nelle aziende, che non riguarda solo gli imprenditori, ma anche determinate figure professionali. In prima fila, in una ipotetica classifica dei mestieri "a rischio scomparsa", c'è quello dei tecnici di maglieria. Che poi, visto che si tratta di un mestiere quasi tutto al femminile, significa il buon vecchio lavoro della maestra magliaia. Il problema si presenterà in modo evidente di qui a qualche anno, perché coloro che attualmente conservano il know how della magliaia sono persone che hanno cinquantacinquantacinque anni; dietro di loro non c'è più nessuno, mancano i giovani, c'è un vero e proprio salto generazionale. Per rimediare a questo stato di cose, la sezione Moda Industria dell'Associazione Industriali ha avviato un progetto di formazione forse unico in Italia: un corso per tecniche di maglieria. L'iniziativa, partita all'inizio dell'anno e conclusasi in questi giorni, è stata resa possibile grazie alla collaborazione della sede di Thiene dell'Ipsia "Garbin" di Schio, la scuola con la quale l'Assindustria ha "gemellato" il progetto. Il corso è stato realizzato a Thiene proprio perché in questa zona c'è un bacino particolarmente numeroso di aziende di maglieria e di indotto. «Quando saranno andate in pensione anche le ultime 'maestre magliaie', questo mestiere sarà davvero a rischio di estinzione anche perché si tratta di figure che richiedono otto-dieci anni di esperienza prima di potersi dire veramente formate - osserva Alvise Ziche, presidente della sezione Moda Industria dell'Associazione Industriali e imprenditore della "Franco Ziche" di Thiene -. Per contro, anche nel nostro territorio thienese ci sono scuole che fanno fatica a trovare giovani che si iscrivano ai corsi per tecnici di abbigliamento. Così abbiamo pensato a come far incontrare le due esigenze: quella delle imprese e quella delle scuole».
Ecco, dunque, il corso all'Ipsia. Che utilizza il "monte ore" (circa 200) consentito dai programmi scolastici per attività finalizzate al tipo di scuola. L'Ipsia "Garbin" di Thiene ha già attivo un corso di studi per tecnici di moda: è all'interno di questo profilo che è andato ad inserirsi il nuovo corso di maglieria.
«Siamo partiti all'inizio di quest'anno, in gennaio, a livello sperimentale, con una classe quarta di sedici ragazze - spiega Ziche -. Le lezioni si sono tenute al venerdì, quattro ore, e al sabato, cinque ore. L'Ipsia prevede l'organizzazione di stage in azienda, durante l'estate».
Il principale protagonista di questa iniziativa è Francesco Pronio, titolare della "Vera da Pozzo" di Thiene e consigliere della sezione Moda Industria. «Abbiamo preso alcune macchine da alcuni maglifici e le abbiamo date all'Ipsia, offrendo anche la disponibilità di due maestre magliaie che fanno da docenti, con il coordinamento di Lina Agostini, una signora che ha diretto per tanti anni il Maglificio di Caltrano e per la sua grande esperienza nel settore è stata anche nominata maestra del lavoro - dice -. Abbiamo voluto proporre un corso molto pratico, che parta da quello che chiedono le aziende. Il problema, peraltro, non è tanto reperire il materiale, né prendere in stage le ragazze che frequentano il corso, visto il bisogno che si ha di queste figure in azienda. Il problema è riuscire a dare continuità a questa iniziativa e a farla conoscere».
Questo tipo di scuole in Italia è ormai sparito. Eppure, il settore, nel solo Vicentino, assorbirebbe facilmente qualche decina di tecnici. «Sì, la richiesta delle aziende c'è, ma mancano appunto i giovani - conferma Alvise Ziche -. Speriamo che questo corso aiuti a smuovere la situazione. L'auspicio è che arrivino nelle nostre aziende più ragazzi che abbiano voglia di portare la loro inventiva in un settore nel quale, visti i prodotti di alto livello che si confezionano, la figura di tecnico di maglieria è sempre più importante. Ci sono prospettive di lavoro che vanno ben al di là dello stare dietro una macchina da cucire, come forse accadeva più spesso in passato: chi esce da questo corso può avere vari sbocchi in azienda, dal controllo del capo di maglieria alla programmazione delle macchine elettroniche, fino alla creazione del capo stesso. Dipende dalla sensibilità di ognuno».

 

 



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