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(Per tutti gli
indirizzi di ordinamento e sperimentali)
Svolgi la prova,
scegliendo una delle quattro tipologie
qui proposte
TIPOLOGIA A
Analisi del testo
L. PIRANDELLO, Il
piacere dell'onestà
ATTO PRIMO - SCENA OTTAVA
BALDOVINO, FABIO
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1 |
BALDOVINO
(seduto, s'insella le lenti su
la punta del naso e, reclinando
indietro il capo) Le chiedo,
prima di tutto, una grazia.
FABIO Dica, dica...
BALDOVINO Signor marchese, che
mi parli aperto. |
|
5 |
FABIO Ah, sì,
sì... Anzi, non chiedo di
meglio.
BALDOVINO Grazie. Lei forse però
non intende questa espressione
"aperto", come la intendo io.
FABIO Ma... non so... aperto...
con tutta franchezza... |
| |
|
| |
E poiché
Baldovino, con un dito, fa cenno
di no: |
| 10 |
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| |
...E come,
allora?BALDOVINO Non basta.
Ecco, veda, signor marchese:
inevitabilmente, noi ci
costruiamo. Mi spiego. Io entro
qua, e divento subito, di fronte
a lei, quello che devo essere,
quello che posso essere - mi
costruisco - cioè, me le
presento¹ in una forma adatta
alla relazione che debbo
contrarre con lei. E lo |
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15 |
stesso fa di
sé anche lei che mi riceve. Ma,
in fondo, dentro queste
costruzioni nostre messe così di
fronte, dietro le gelosie² e le
imposte, restano poi ben
nascosti i pensieri nostri più
segreti, i nostri più intimi
sentimenti, tutto ciò che siamo
per noi stessi, fuori delle
relazioni che vogliamo
stabilire. - Mi sono spiegato?FABIO
Sì, sì, benissimo… Ah,
benissimo! [...] |
|
20 |
BALDOVINO
Comincio io, allora, se
permette, a parlarle aperto. -
Provo da un pezzo, signor
marchese - dentro - un disgusto
indicibile delle abiette
costruzioni di me, che debbo
mandare avanti nelle relazioni
che mi vedo costretto a
contrarre coi miei... diciamo
simili, se lei non s'offende.FABIO
No, prego... dica, dica pure...
BALDOVINO Io mi vedo, mi vedo di
continuo, signor marchese; e
dico: - Ma quanto è vile, ma
com'è |
|
25 |
indegno
questo che tu ora stai facendo!FABIO
(sconcertato, imbarazzato) Oh
Dio... ma no... perché?BALDOVINO
Perché sì, scusi. Lei, tutt'al
più, potrebbe domandarmi perché
allora lo faccio? Ma perché...
molto per colpa mia, molto anche
per colpa d'altri, e ora, per
necessità di cose, non posso
fare altrimenti. Volerci in un
modo o in un altro, signor
marchese, è presto fatto: tutto
sta, poi, se |
|
30 |
possiamo
essere quali ci vogliamo. [...]
Ora, scusi, debbo toccare un
altro tasto molto delicato.FABIO
Mia moglie?BALDOVINO Ne è
separato. - Per torti... - lo
so, lei è un perfetto gentiluomo
- e chi non è capace di farne, è
destinato a riceverne. - Per
torti, dunque, della moglie. - E
ha trovato qua una consolazione.
Ma la vita - trista usuraja - si
fa pagare quell'uno di bene che
concede, con cento di noje e di
dispiaceri. |
|
35 |
FABIO
Purtroppo!BALDOVINO Eh, l'avrei
a sapere! - Bisogna che ella
sconti la sua consolazione,
signor marchese! Ha davanti
l'ombra minacciosa d'un protesto
senza dilazione. - Vengo io a
mettere una firma d'avallo, e ad
assumermi di pagare la sua
cambiale. - Non può credere,
signor marchese, quanto piacere
mi faccia questa vendetta che
posso prendermi contro la
società che nega ogni credito
alla mia firma. Imporre
|
|
40 |
questa mia
firma; dire: - Ecco qua: uno ha
preso alla vita quel che non
doveva e ora pago io per lui,
perché se io non pagassi, qua
un'onestà fallirebbe, qua
l'onore d'una famiglia farebbe
bancarotta; signor marchese, è
per me una bella soddisfazione:
una rivincita! Creda che non lo
faccio per altro. [...]FABIO
Ecco, bene! E allora, questo.
Benissimo! Io non vado cercando
altro, signor Baldovino.
L'onestà! La bontà dei
sentimenti! [...] |
|
45 |
BALDOVINO Ma
le conseguenze, signor marchese,
scusi! [...]FABIO Ecco... caro
signore... - capirà… - già lei
stesso l'ha detto - non... non
mi trovo in condizione di
seguirla bene, in questo momento
[...]BALDOVINO - È facilissimo.
Che debbo fare io? - Nulla. -
Rappresento la forma. - L'azione
- e non bella - la commette lei:
- l'ha già commessa, e io gliela
riparo; seguiterà a commetterla,
e io la nasconderò. -
|
|
50 |
Ma per
nasconderla bene, nel suo stesso
interesse e nell'interesse
sopratutto della signorina,
bisogna che lei mi rispetti; e
non le sarà facile nella parte
che si vuol riserbare! -
Rispetti, dico, non propriamente
me, ma la forma - la forma che
io rappresento: l'onesto marito
d'una signora perbene. Non la
vuol rispettare?FABIO Ma sì,
certo! |
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55 |
BALDOVINO E
non comprende che sarà tanto più
rigorosa e tiranna, questa
forma, quanto più pura lei vorrà
che sia la mia onestà? - Perciò
le dicevo di badare alle
conseguenze. [...]FABIO Come...
perché, scusi? - Io non vedo
tutte codeste difficoltà che
vede lei!BALDOVINO Credo mio
obbligo fargliele vedere, signor
marchese. Lei è un gentiluomo.
Necessità di cose, di
condizioni, la costringono a non
agire onestamente. Ma lei non
può fare a meno dell'onestà!
|
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60 |
Tanto vero
che, non potendo trovarla in ciò
che fa, la vuole in me. Devo
rappresentarla io, la sua
onestà: - esser cioè, l'onesto
marito d'una donna, che non può
essere sua moglie; l'onesto
padre d'un nascituro che non può
essere suo figlio. È vero
questo?FABIO Sì, sì, è vero.BALDOVINO
Ma se la donna è sua, e non mia;
se il figliuolo è suo, e non
mio, non capisce che non
|
|
65 |
basterà che
sia onesto soltanto io? Dovrà
essere onesto anche lei, signor
marchese, davanti a me. Per
forza! - Onesto io, onesti
tutti. - Per forza!FABIO Come
come? Non capisco! Aspetti... |
Note: (1) - 1 mi
presento a lei
(2) - 2 le persiane
Luigi
PIRANDELLO (Girgenti 1867 - Roma 1936)
ebbe il premio Nobel nel 1934. Tutta la
sua produzione è percorsa dal filo rosso
dell'assurdo e del tragico della
condizione umana, dal contrasto tra
apparenza e realtà e dallo sfaccettarsi
della verità. Il testo proposto è tratto
da Il piacere dell'onestà, commedia in
tre atti, rappresentata per la prima
volta a Torino il 25 novembre 1917. La
vicenda è collocata ai primi del
Novecento in una città delle Marche.
Analisi del testo
A. La figura di Baldovino
- Cerca e commenta nelle battute
di Baldovino le parole e le
espressioni che meglio rivelano le
sue posizioni e intenzioni nella
trattativa.
- Nel brano dalla riga 19 alla
riga 41 quali esperienze affiorano
della precedente vita di Baldovino?
- In quale brano emerge più
chiaramente il quadro delle
"apparenze" da salvare? Individualo
e commentalo.
B. La figura di Fabio
- Come si caratterizza il
linguaggio di Fabio rispetto a
quello di Baldovino?
- Quando Fabio (righe 42 e 43)
parla di "onestà" e "bontà dei
sentimenti" da parte di Baldovino, a
che cosa sembra riferirsi?
- In questo dialogo, Fabio fa
finta di non capire i discorsi di
Baldovino o non li comprende
davvero? Argomenta la tua risposta.
Commento complessivo e
approfondimenti
- Da questa vicenda, che per lungo
tratto ci presenta personaggi pieni
di ipocrisia e abituati al raggiro,
si ricava alla fine anche una morale
positiva? In che modo il pessimismo
di Pirandello, quale si riscontra in
questa ed in altre sue opere a te
note, vuole aiutarci a trovare il
filo per una condotta onesta nella
vita, così piena di difficoltà per
tutti?
- Pirandello è tra i nostri
scrittori moderni che propongono per
primi una lingua finalmente di "uso
medio", cioè di tipo parlato. Cerca
e commenta le espressioni vicine al
parlato di oggi. Puoi spiegare, ad
esempio, il significato
dell'avverbio "allora" qui più volte
usato.
- Nel rispondere alle domande che
ti sono state poste, riferisciti
anche al contesto culturale europeo
dell'epoca.
TIPOLOGIA B
Redazione di un saggio breve o di un
articolo di giornale
(puoi scegliere uno degli
argomenti relativi ai quattro ambiti
proposti)
CONSEGNE
Sviluppa l'argomento
scelto o in forma di "saggio breve" o di
"articolo di giornale", utilizzando i
documenti e i dati che lo corredano. Se
scegli la forma del "saggio breve",
interpreta e confronta i documenti e i
dati forniti e su questa base svolgi,
argomentandola, la tua trattazione,
anche con opportuni riferimenti alle tue
conoscenze ed esperienze di studio.
Da' al saggio un titolo coerente con la
tua trattazione e ipotizzane una
destinazione editoriale (rivista
specialistica, fascicolo scolastico di
ricerca e documentazione, rassegna di
argomento culturale, altro).
Se lo ritieni, organizza la trattazione
suddividendola in paragrafi cui potrai
dare eventualmente uno specifico titolo.
Se scegli la forma dell' "articolo di
giornale", individua nei documenti e nei
dati forniti uno o più elementi che ti
sembrano rilevanti e costruisci su di
essi il tuo 'pezzo'. Da' all'articolo un
titolo appropriato ed indica il tipo di
giornale sul quale ne ipotizzi la
pubblicazione (quotidiano, rivista
divulgativa, giornale scolastico,
altro). Per attualizzare l'argomento,
puoi riferirti a circostanze immaginarie
o reali (mostre, anniversari, convegni o
eventi di rilievo).
Per entrambe le forme di scrittura non
superare le quattro o cinque colonne di
metà di foglio protocollo.
1. Ambito artistico letterario
Argomento: Affetti familiari
DOCUMENTI
In
morte del fratello Giovanni
Un dì, s'io non andrò sempre fuggendo
di gente in gente, me vedrai seduto
su la tua pietra, o fratel mio, gemendo
il fior de' tuoi gentili anni caduto.
La Madre or sol, suo dì tardo traendo,
parla di me col tuo cenere muto;
ma io deluse a voi le palme tendo,
e sol da lunge i miei tetti saluto.
Sento gli avversi Numi, e le secrete
cure che al viver tuo furon tempesta,
e prego anch'io nel tuo porto quïete.
Questo di tanta speme oggi mi resta!
Straniere genti, l'ossa mie rendete
allora al petto della madre mesta.
U.
FOSCOLO, Sonetti, (1802)
|
 |
| Michelangiolo
Buonarroti, Sacra
famiglia (1504) |
A
mia moglie, in montagna
Dal
fondo del vasto catino,
supini presso un'acqua impaziente
d'allontanarsi dal vecchio ghiacciaio,
ora che i viandanti dalle braccia
tatuate
han ripreso il cammino verso il passo,
possiamo guardare le vacche.
Poche sono salite in cima all'erta e
pendono
senza fame né sete,
l'altre indugiano a mezza costa
dov'è certezza d'erba
e senza urtarsi, con industri strappi,
brucano; finché una
leva la testa a ciocco verso il cielo,
muggisce ad una nube ferma come un
battello.
E giungono fanciulli con frasche che non
usano,
angeli del trambusto inevitabile,
e subito due vacche si mettono a correre
con tutto il triste languore degli occhi
che ci crescono incontro.
Ma tu di fuorivia, non spaventarti,
non spaventare il figlio che maturi.
G.
ORELLI, L'ora del tempo ,
(1962)
Ed amai
nuovamente; e fu di Lina
dal rosso scialle il più della mia vita.
Quella che cresce accanto a noi, bambina
dagli occhi azzurri è dal suo grembo
uscita
Trieste è la città, la donna è Lina,
per cui scrissi il mio libro di più
ardita
sincerità; né dalla sua fu fin'
ad oggi mai l'anima mia partita.
Ogni altro conobbi umano amore;
ma per Lina torrei di nuovo un'altra
vita, di nuovo vorrei cominciare.
Per l'altezze l'amai del suo dolore,
perché tutto fu al mondo, e non mai
scaltra,
e tutto seppe, e non se stessa, amare.
U.
SABA, Autobiografia, (1924)
Ho
sceso, dandoti il braccio, almeno un
milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni
gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo
viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il
braccio
non già perché con quattr'occhi forse si
vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di
noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto
offuscate,
erano le tue.
E.
MONTALE, Satura, (1971)
Il
compleanno di mia figlia. 1966
Siano
con selvaggia compunzione accese
le tre candele.
Saltino sui coperchi con fragore i due
compari di spada compiuti uno
sei anni e mezzo, l'altro cinque
e io trentaquattro e la mamma trentadue
e la nonna, se non sbaglio, sessantotto.
Questa scena non verrà ripetuta.
La scena non viene diversamente
effigiata. E chi
si sentisse esule o in qualche
percentuale risulta ingrugnato
parli prima o domani.
Accogli, streghina di marzapane, la
nostra sospettosa tenerezza.
Seguano come a caso stridi
di vagoni piombati, raffiche di
mitragliatrice…
G.
RABONI, Cadenza d'inganno,
(1975)
La
madre
E il
cuore quando d'un ultimo battito
Avrà fatto cadere il muro d'ombra
Per condurmi, Madre, sino al Signore,
Come una volta mi darai la mano.
In ginocchio, decisa,
Sarai una statua davanti all'Eterno,
Come già ti vedeva
Quando eri ancora in vita.
Alzerai tremante le vecchie braccia,
Come quando spirasti
Dicendo: Mio Dio, eccomi.
E solo quando m'avrà perdonato,
Ti verrà desiderio di guardarmi.
Ricorderai d'avermi atteso tanto,
E avrai negli occhi un rapido sospiro.
G.
UNGARETTI, 1930
2. Ambito socio-economico
Argomento: E' ancora possibile la
poesia nella società delle comunicazioni
di massa?
DOCUMENTI
"Sotto lo sfondo così cupo
dell'attuale civiltà del benessere
anche le arti tendono a confondersi,
a smarrire la loro identità. Le
comunicazioni di massa, la radio e
soprattutto la televisione, hanno
tentato non senza successo di
annientare ogni possibilità di
solitudine e di riflessione. Il
tempo si fa più veloce, opere di
pochi anni fa sembrano "datate" e il
bisogno che l'artista ha di farsi
ascoltare prima o poi diventa
bisogno spasmodico dell'attuale,
dell'immediato. Di qui l'arte nuova
del nostro tempo che è lo
spettacolo, un'esibizione non
necessariamente teatrale a cui
concorrono i rudimenti di ogni arte
e che opera una sorta di massaggio
psichico sullo spettatore o
ascoltatore o lettore che sia… In
tale paesaggio di esibizionismo
isterico quale può essere il posto
della più discreta delle arti, la
poesia?"
E. MONTALE, È ancora possibile la
poesia? (Discorso tenuto
all'Accademia di Svezia), 1975
"Ruth Lilly, erede novantenne della
casa farmaceutica che produce il
Prozac, ha regalato cento milioni di
dollari a "Poetry", rivista di
poesia perennemente in bolletta che
ha pubblicato i grandi del
Novecento, da Dylan Thomas ed Ezra
Pound, e che rischiava di chiudere…
È un segno del destino che il denaro
speso per gli antidepressivi sia
andato a finanziare la più antica e
ignorata delle medicine contro
l´angoscia. Ed è un altro segno che
sia stato proprio il Pio Albergo
Trivulzio di Milano… ad aver
organizzato un concorso nazionale di
poesia per anziani. Lo hanno vinto
una coetanea veneta della
miliardaria americana e la signora
Luigia Tonelli, leggermente più
matura, che ha voluto ringraziare la
giuria con queste parole: "I miei
104 anni sono tanti, ma non sono mai
troppi per tutto quello che la vita
ci offre". Una frase che, a leggerla
prima e dopo i pasti, uno si
dimentica persino di prendere il
Prozac. Rimane la gioia di vedere
tanti vecchi rifugiarsi nella
poesia, il linguaggio dei bambini. E
la rabbia di saperli quasi costretti
a scrivere, dal momento che il mondo
non li ascolta più."
M. GRAMELLINI, I versi della
nonna, LA STAMPA 20/11/2002
"La poesia è, ormai, un "genere"
letterario sempre più specialistico,
che non interessa nessuno, o quasi,
al di fuori delle università e di
una cerchia ristretta di cultori… Ma
la poesia da sempre, aspira a essere
popolare; e questo fatto genera
qualche equivoco… L'impopolarità
della poesia sembra irreversibile.
In passato, la poesia diventava
popolare sulla spinta delle grandi
idee, delle grandi emozioni, delle
grandi cause (giuste o sbagliate).
Oggi, il pacifismo non ha un vate,
la causa palestinese e le sofferenze
del popolo israeliano non hanno un
vate; Bin Laden balbetta versi non
suoi, Karadzic è meglio
dimenticarlo. Forse, un capitolo
della storia umana si è chiuso per
sempre."
S. VASSALLI, Il declino del vate,
IL CORRIERE DELLA SERA 12/01/2003
"La poesia è irreversibilmente
morta… oppure è viva e lotta con
noi...? Di fronte a un'alternativa
del genere, la mia reazione
istintiva è, lo confesso, quella di
stringermi nelle spalle e cambiare
discorso. Come si fa a rispondere?
La poesia è una possibilità
infinitamente sospesa, una
possibilità che si avvera soltanto
nella mente di ogni singolo
destinatario; tutto il resto, la
"popolarità", il "ruolo sociale"
ecc. - appartiene alla sfera delle
conseguenze e può esserci o non
esserci, in un determinato periodo
storico, per motivi che non
dipendono né dai poeti né dalla
poesia."
G. RABONI, La poesia? Si vende ma
non si dice, IL CORRIERE DELLA
SERA 18/01/2003
"... la poesia non muore mai del
tutto. Se morisse la poesia, allora
si atrofizzerebbero e si
impoverirebbero mortalmente anche il
linguaggio e il pensiero, e non
sarebbe un capitolo della storia
umana a chiudersi, ma sarebbe
l'umanità stessa a cambiare. Bisogna
indicarli gli assassini della
poesia: non sono certo il popolo, i
ragazzi e le ragazze, i lavoratori,
gli anziani, le persone comuni, ma
sono tra i poeti e gli intellettuali
stessi, almeno tra quelli che vivono
di rendita su vecchie posizioni
nichiliste, materialistiche ed
eurocentriche, sono tra quei
borghesi corrotti, cinici,
conformisti, pigri, incolti che
rappresentano il ventre molle della
classe dirigente italiana, sono tra
i cultori del trash, sono tra coloro
che attaccano e avvelenano la Madre
Terra, sono tra i sostenitori di una
inedita gerarchia in cui Denaro e
Tecnica occupano il primo posto
nella scala dei valori…. Se popolare
è tutto ciò che riguarda i consigli
per gli acquisti, il luccicante ma
miserabile mondo della moda, degli
spot, del calciomercato allora è
meglio che la poesia non sia
popolare. Lei è di più, è
universale. E quelli che la vogliono
uccidere non ce la faranno."
G. CONTE, Ma la poesia non sempre
deve essere popolare, IL
CORRIERE DELLA SERA 15/01/2003
"La
società-spettacolo non vuole
cancellare la nobile funzione della
poesia, perché sa che ne avrebbe un
ritorno d'immagine negativo. E
allora, semplicemente, e per
arrivare ai grandi numeri, fa della
canzone il surrogato di massa della
poesia... C'è però un fatto decisivo
a conferma della presenza vitale,
anche se occultata dai media più
forti, della poesia, e cioè la
fiducia tranquilla dei giovanissimi
in questo genere espressivo. Qualche
anno fa pensavo: com'è possibile che
un diciottenne, oggi, affidi il
meglio di sé alla poesia, in un
mondo che tende a nasconderla?
Ebbene, i giovani che scrivono
versi, ma non per raccontare le sole
sciocchezze in cuore e amore, sono
tanti e pienamente persuasi.
Investono il meglio di sé
nell'energia insostituibile e nella
verità profonda della parola
poetica, e non gliene importa nulla
dei vip televisivi e della cultura
di massa. Li seguo da tempo, sono
nati negli anni Settanta e ormai
anche oltre… Sono loro il futuro
della poesia, che non cederà certo
il campo ai surrogati."
M. CUCCHI, Il destino della
poesia nella società moderna, LA
STAMPA, 21/1/2003
"Sei una parola in
un indice". Lessi questo verso tanti
anni fa, non so più su quale rivista
letteraria... Ma per me quel "sei
una parola in un indice", quel "ma
di te sappiamo solo oscuro amico/che
udisti l'usignolo una sera", vanno a
toccare più di ogni altra
composizione le misteriose corde
d'ordine sentimentale (chiamiamole
pure così), latenti in ciascuno di
noi dai tempi della scuola. Sono
veri e propri innamoramenti, cui si
perviene casualmente, per vie
proprie, o perché un insegnante più
appassionato degli altri e con una
voce più duttile, ce li ha messi in
evidenza. Lo studio a memoria della
poesia è ancora obbligatorio, mi
dicono, e ancora mal sopportato dai
ragazzini. Sarà, ma "Dolce e chiara
è la notte e senza vento" o "quel
giorno più non vi leggemmo avante",
devono pur risuonare in un'aula
scolastica. Sono spiragli aperti per
un attimo su un mondo parallelo che
esclude merendine e play-station. Un
mondo di suggestioni enigmatiche e
dolcissime, che per molti scomparirà
forse per sempre ma per altri
resterà per sempre lì a portata di
mano, evocabile in ufficio, guidando
sull'autostrada, spingendo il
carrello per un supermercato… Sono
lingotti in un caveau svizzero,
magari parziali e approssimativi
nella memoria, ma emotivamente
indistruttibili. Ognuno se li deve
mantenere da sé, con la sua segreta
chiave, perché l'alternativa (il
cenacolo con dama protettrice, il
convegnino promosso dal Comune,
l'evento mediatico una volta l'anno)
non funziona, inquina senza scampo
quelle privatissime risonanze..."
C. FRUTTERO, L'indice di Borges,
TUTTOLIBRI, 11 gennaio 2003
3. Ambito storico-politico
Argomento: Il terrore e la
repressione politica nei sistemi
totalitari del Novecento
DOCUMENTI
Scheda:
-
Il fascismo
italiano fece centinaia di
prigionieri politici e di
confinati in domicilio coatto,
migliaia di esiliati e
fuoriusciti politici.
-
Il nazismo
tedesco dal 1933 al 1939 ha
eliminato circa 20.000
oppositori nei campi di
concentramento e nelle prigioni;
tra il 1939 e il 1941 ha
sterminato nelle camere a gas
70.000 tedeschi vittime di un
programma di eutanasia. Durante
la guerra si calcola che siano
stati uccisi circa 15 milioni di
civili nei paesi occupati, circa
6 milioni di ebrei; 3.300.000
prigionieri di guerra sovietici,
più di un milione di deportati e
decine di migliaia di zingari
sono morti nei campi di
concentramento; più di 8 milioni
sono stati inviati ai lavori
forzati.
-
Nella Russia
comunista la prima epurazione la
pagarono gli iscritti al
partito; tra il 1936?38 furono
eliminati 30.000 funzionari su
178.000; nell'Armata rossa in
due anni furono giustiziati 271
tra generali, alti ufficiali e
commissari dell'esercito. Nei
regimi comunisti del mondo
(URSS, Europa dell'Est, Cina,
Corea del Nord, Vietnam,
Cambogia, Cuba, ecc.) si calcola
che sono stati eliminati circa
100 milioni di persone contrarie
al regime.
-
Né bisogna
dimenticare le "foibe" istriane
e, più di recente, i crimini nei
territori della ex Jugoslavia,
in Algeria, in Iraq, ecc.
Amnesty International ha
segnalato 111 Paesi dove sono
state applicate torture su
persone per reati d'opinione.
"Con il terrore si assiste a una
doppia mutazione: l'avversario,
prima nemico e poi criminale, viene
trasformato in 'escluso'. Questa
esclusione sfocia quasi
automaticamente nell'idea di
sterminio. Infatti la dialettica
amico/nemico è ormai insufficiente a
risolvere il problema fondamentale
del totalitarismo: si tratta di
costruire un'umanità riunificata e
purificata, non antagonista [...].
Da una logica di lotta politica si
scivola presto verso una logica di
esclusione, quindi verso
un'ideologia dell'eliminazione e,
infine, dello sterminio di tutti gli
elementi impuri".
S. COURTOIS, "Perché?", in Il
libro nero del comunismo,
Milano, Mondadori, 2000
"Per genocidio si
intende uno qualunque dei seguenti
atti, commessi con l'intenzione di
distruggere completamente o in parte
un gruppo nazionale, etnico,
razziale o religioso in quanto tale:
a) assassinio di membri del gruppo;
b) grave attentato all'incolumità
fisica o mentale di membri del
gruppo; c) imposizione intenzionale
al gruppo di condizioni di vita
destinate a provocarne la
distruzione fisica totale o
parziale; d) misure volte a
ostacolare le nascite all'interno
del gruppo; e) trasferimenti coatti
dei figli di un gruppo a un altro".
Convenzione delle Nazioni Unite del
9/12/1948
"Dolore per la
nostra patria [il Cile] soggiogata e
convertita in un immenso carcere;
per il nostro popolo martoriato
dalla fame e dalla miseria; per i
nostri compagni ed amici caduti nel
combattimento, o assassinati,
torturati o incarcerati dal
fascismo. Speranza che questo incubo
di orrore avrà una fine non lontana,
e la certezza che i colpevoli
riceveranno il castigo esemplare".
C. ALTAMIRANO, "Saluto di
capodanno: I gennaio 1975", in
Tutte le forme di lotta, Milano,
1975, (L'autore era segretario
generale del Partito socialista
cileno)
"I regimi
totalitari del XX secolo hanno
rivelato l'esistenza di un pericolo
prima insospettato: quello di una
manomissione completa della
memoria".
T. TODOROV, Memoria del male,
tentazione del bene. Inchiesta
su un secolo tragico, Milano,
Garzanti, 2001
4. Ambito tecnico-scientifico
Argomento: "L'acqua, risorsa e fonte
di vita"
DOCUMENTI
H²O UNA BIOGRAFIA
DELL'ACQUA: H²O è l'unica formula
chimica che tutti conoscono. Ed è
giusto che sia così: l'acqua non è
solo la sostanza più diffusa sulla
terra, ma è la condizione
necessaria, la fonte, la matrice
della vita. In tutti gli antichi
miti della creazione, in principio
era l'acqua: nella Bibbia "lo
spirito di Dio aleggiava sulle
acque"; nel Regveda, tutto "era
acqua indistinta". Quando la
spogliamo dei suoi abbellimenti
simbolici, della sua associazione
con la purezza, l'anima, la
maternità, la vita e la giovinezza;
anche quando la riduciamo ad un
fenomeno da laboratorio, chimico o
geologico che sia, l'acqua continua
ad affascinarci. Molecola a prima
vista molto semplice, nondimeno
l'acqua lancia alla scienza sfide
sempre difficili."
Ph. BALL, H²O una biografia
dell'acqua, Rizzoli 2000
USI E SPRECHI:
"Destino veramente strano quello
dell'acqua: se un essere umano ne è
privato solo per pochi giorni,
muore. Se una zona attraversa un
lungo periodo di siccità, migliaia o
addirittura milioni di persone
muoiono di fame. Senza di essa,
niente può vivere, crescere,
produrre. E tutto questo si riflette
nelle idee che ci facciamo
sull'acqua e nella sacralità che
spesso ancora la circonda. Allo
stesso tempo, però, l'acqua è
sprecata, sporcata, ignorata e
dimenticata forse più di qualunque
altra risorsa naturale."
M. FONTANA, L'acqua, natura, uso,
consumo, inquinamento e sprechi,
Editori riuniti, 1984
ACQUA, FONTE DI
SICUREZZA ALIMENTARE: " Affinché vi
sia cibo occorre che vi sia acqua.
E' quindi fondamentale investire per
garantire la disponibilità e l'uso
efficiente delle risorse idriche, in
un indispensabile contesto di
salvaguardia ambientale. Acqua e
cibo rappresentano il motore di
quello sviluppo autosostenibile cui
tutti dobbiamo dare priorità
assoluta."
Introduzione a "Celebrazioni
Ufficiali Italiane per la Giornata
Mondiale dell'Alimentazione 2002"
da parte del presidente del
Consiglio dei Ministri
PROSPETTIVE
FUTURE: "La società contemporanea si
è abituata all'idea che risorse
essenziali per la vita e per le
attività economiche e produttive,
come l'acqua, siano inesauribili, a
portata di mano, sempre disponibili.
Non tutti sanno, tuttavia, che
questa fondamentale risorsa è
limitata e, in alcune situazioni,
comincia anche a scarseggiare.
Occorre, quindi, migliorare la
conoscenza e la tutela dell'acqua
come elemento fondamentale esistente
in natura e dell'acqua come risorsa
per lo sviluppo, necessaria per la
vita, per la salute, per le città e
per le campagne, e in particolare
per l'agricoltura e per una sana
alimentazione... In futuro ? è ormai
evidente ? l'acqua diventerà sempre
più un bene prezioso ed
insostituibile, anche raro. Le
difficoltà di approvvigionamento, il
declino della qualità, la penuria,
il consumo disattento, gli sprechi
dell'acqua sono già motivo di
preoccupazione… L'acqua non dovrà
essere un fattore di incertezza o,
nel caso delle catastrofi, minaccia
per la popolazione del mondo, anche
nei luoghi dove il clima favorevole,
le piogge, l'innevamento,
l'alternarsi delle stagioni l'hanno
resa abbondante."
Atti della Giornata mondiale per
l'alimentazione 2002
È L'ANNO DELLA
VITA: "E' certamente una coincidenza
che il 2003, atteso da tempo per
celebrare i cinquant'anni dalla
scoperta della struttura a doppia
elica del Dna, sia stato dedicato
anche all'acqua. L'accostamento non
poteva essere, comunque, più
pertinente. Il Dna è, soprattutto
nell'immaginario collettivo, il
simbolo biologico della vita, ed è
un luogo non meno comune che l'acqua
è una condizione indispensabile per
la vita. Nonché un ambiente che
offre straordinarie opportunità
evolutive. Con conseguenze non
sempre benefiche per l'uomo: nel
passaggio a una civiltà più
sedentaria l'acqua ha infatti
cominciato a rappresentare un grave
rischio di morte per l'umanità,
veicolando gli agenti di malattie
come il tifo e il colera o favorendo
lo sviluppo di artropodi in grado di
trasmettere virus, o parassiti come
la malaria. Il rapporto fra acqua e
vita è stato intuito da molti miti
della creazione, in particolare
presso quelle civiltà che si
svilupparono sulle sponde dei grandi
fiumi e fatto proprio addirittura
dal primo filosofo naturalista,
Talete."
G. CORBELLINI, Una molecola
nell'oceano, in IL SOLE 24 ORE,
5 gennaio 2003
"La molecola è
sempre H2O ma in molte parti del
mondo è marrone, sporca di fango e
portatrice di funghi e batteri e
quindi di malattie e di morte:
Oppure è assente del tutto. Per
l'Organizzazione mondiale della
Sanità la situazione peggiora: nel
2025 l'oro blu potrebbe essere
insufficiente per due persone su
tre. Urgono nuovi accordi
internazionali. L'acqua è un
problema globale, ma a differenza
del riscaldamento del clima, è
affrontabile su scala locale. Lo
stress idrico è, per esempio, spesso
causato da sprechi locali: in primo
luogo dalle inefficienze in
agricoltura (attività per la quale
utilizziamo il 70% dell'acqua), ma
anche da semplici, stupide perdite
delle tubature o contaminazioni
evitabili… Ma ciò che in Italia è un
problema, in Bangla Desh può
diventare un dramma. Fino a una
trentina di anni fa, tutti bevevano
acqua contaminata dalle fognature.
Ascoltando i geologi, però, si
scopre che basterebbe scavare i
pozzi a una profondità di 80 metri,
anziché di 50 circa per eliminare il
problema alle radici nel 99% dei
casi."
M. MERZAGORA, Un patto sul colore
dell'acqua, in IL SOLE 24 ORE, 5
gennaio 2003
L'EMERGENZA IDRICA
E LA STIMOLAZIONE DELLA PIOGGIA:
"L'agricoltura italiana può contare
sempre meno sulle piogge… Una
situazione che provocherà pesanti
ripercussioni economiche se si
considera che più del 50% del valore
lordo della produzione agricola
italiana dipende dall'irrigazione e
che i due terzi del valore delle
esportazioni è costituito da
prodotti che provengono da territori
irrigati. Alla stimolazione delle
piogge si lavora nei Paesi più
avanzati al mondo, come gli Stati
Uniti, e in nazioni, come Israele,
che hanno adottato la tecnologia
italiana e si avvalgono della
consulenza dei nostri esperti. Non
solo. Il convegno
dell'Organizzazione meteorologica
mondiale ha riaffermato, lo scorso
anno a Ginevra, il grande interesse
per la stimolazione della pioggia
riprendendo l'indicazione data dalla
Conferenza di Rio de Janeiro che
cita questa tecnologia quale sistema
di lotta alla desertificazione della
terra. Cos'è la stimolazione della
pioggia? La tecnologia messa a punto
da un'associazione italiana
riproduce in sostanza il processo
naturale di formazione delle
precipitazioni. Ci si avvale di
piccoli aerei che volano alla base
dei sistemi nuvolosi, rilasciando
microscopiche particelle di ioduro
di argento in grado di accelerare il
processo di condensazione
trasformando il vapore in pioggia
che cade al suolo."
AGRICOLTURA, marzo/aprile 2002
TIPOLOGIA C:
Tema di argomento storico
«Tutti gli esseri umani,
senza distinzione alcuna di sesso,
razza, nazionalità e religione, sono
titolari di diritti fondamentali
riconosciuti da leggi internazionali.
Ciò ha portato all'affermazione di un
nuovo concetto di cittadinanza, che non
è più soltanto "anagrafica", o
nazionale, ma che diventa "planetaria" e
quindi universale. Sviluppa l'argomento
analizzando, anche alla luce di eventi
storici recenti o remoti, le difficoltà
che i vari popoli hanno incontrato e che
ancor oggi incontrano sulla strada
dell'affermazione dei diritti umani.
Soffermati inoltre sulla grande sfida
che le società odierne devono affrontare
per rendere coerenti e compatibili le
due forme di cittadinanza.»
TIPOLOGIA D
Tema di ordine generale
«Si dice da parte di
alcuni esperti che la forza delle
immagini attraverso cui viene oggi
veicolata gran parte delle informazioni,
rischia, a causa dell'impatto immediato
e prevalentemente emozionale, tipico del
messaggio visivo, di prendere il
sopravvento sul contenuto concettuale
del messaggio stesso e sulla riflessione
critica del destinatario. Ma si dice
anche, da parte opposta, che è proprio
la immagine a favorire varie forme di
apprendimento, rendendone più efficaci e
duraturi i risultati.
Discuti criticamente i due aspetti della
questione proposta, avanzando le tue
personali considerazioni.»
Durata massima della
prova: 6 ore.
È consentito soltanto l'uso del
dizionario italiano.
Non è consentito lasciare l'Istituto
prima che siano trascorse 3 ore
dalla dettatura del tema.
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