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(Per tutti gli indirizzi di
ordinamento e sperimentali)
TIPOLOGIA A
Analisi del testo
Cesare Pavese, La luna e i falò
C'è una ragione perché sono tornato in questo paese,
qui e non invece a Canelli, a Barbaresco o in Alba.
Qui non ci sono nato, è quasi certo; dove son nato
non lo so; non c'è da queste parti una casa né un
pezzo di terra né delle ossa ch'io possa dire "ecco
cos'ero prima di nascere". Non so se vengo dalla
collina o dalla valle, dai boschi o da una casa di
balconi. La ragazza che mi ha lasciato sugli scalini
del duomo di Alba, magari non veniva neanche dalla
campagna, magari era la figlia dei padroni di un
palazzo, oppure mi ci hanno portato in un cavagno da
vendemmia due povere donne da Monticello, da Neive o
perché no da Cravanzana. Chi può dire di che carne
sono fatto? Ho girato abbastanza il mondo da sapere
che tutte le carni sono buone e si equivalgono, ma è
per questo che uno si stanca e cerca di mettere
radici, di farsi terra e paese, perché la sua carne
valga e duri qualcosa di più che un comune giro di
stagione. Se sono cresciuto in questo paese, devo
dir grazie alla Virgilia, a Padrino, tutta gente che
non c'è più, anche se loro mi hanno preso e allevato
soltanto perché l'ospedale di Alessandria vi passava
la mesata. Su questa collina,m quarant'anni fa,
c'erano dei dannati che per vedere uno scudo
d'argento si caricavano un bastardo dell'ospedale,
oltre ai figli che avevano già. C'era chi prendeva
una bambina per averci poi la servetta e comandarla
meglio; la Virgilia volle me perché di figli ne
aveva già due e quando fossi un po' cresciuto
speravano di aggiustarsi in una grossa cascina e
lavorare tutti quanti e star bene. Padrino aveva
allora il casotto di Gaminella - due stanze e una
stalla -, la capra e quella riva dei noccioli. Io
veni su con le ragazze, ci rubavamo la polenta,
dormivamo sullo stesso saccone, Angiolina la
maggiore, aveva un anno più di me; e soltanto a
dieci anni, nell'inverno quando morì la Virgilia
seppi per caso che non ero suo fratello. Da quell'inverno
Angiolina giudiziosa dovette smettere di girare con
noi per la riva e per i boschi; accudiva alla casa,
faceva il pane e le robiole, andava lei a ritirare
in municipio il mio scudo; io mi vantavo con Giulia
di valere cinque lire, le dicevo che lei non
fruttava niente e chiedevo a Padrino perché non
prendevamo altri bastardi.
Adesso sapevo che erano dei miserabili perché
soltanto i miserabili allevano i bastardi
dell'ospedale. Prima, quando correndo a scuola, gli
altri mi dicevano bastardo, io credevo che fosse un
nome come vigliacco o vagabondo e rispondevo per le
rime. Ma ero già un ragazzo fatto e il municipio non
ci pagava più lo scudo, che io ancora non avevo ben
capito che non essere figlio di Padrino e della
Virgilia voleva dire non essere nato in Gaminella,
non essere sbucato da sotto i noccioli o
dall'orecchio della nostra capra come le ragazze.
Cesare Pavese è nato nel 1908 a Santo Stefano
Belbo, piccolo centro del Piemonte meridionale,
nella zona collinare delle Langhe ed è morto a
Torino nel 1950. Ha esordito come poeta e traduttore
di romanzi americani, per poi affermarsi come
narratore.
Il brano è tratto dal romanzo La luna e i falò,
pubblicato nel 1950. La vicenda è raccontata in
prima persona dal protagonista, Anguilla, un
trovatello allevato da poveri contadini delle Langhe,
il quale, dopo aver fatto fortuna in America ritorna
alle colline della propria infanzia.
1. Comprensione complessiva
Dopo una prima lettura, riassumi il contenuto
informativo del testo in non più di dieci righe.
2. Analisi e interpretazione del testo
2.1 "C'è una ragione...". Individua nel testo la
ragione del ritorno del protagonista.
2.2 I paesi e i luoghi della propria infanzia sono
indicati dal protagonista con i loro nomi propri e con
insistenza. Spiegane il senso e la ragione.
2.3 Spiega il significato delle espressioni "non c'è
da queste parti una casa né un pezzo di terra, né delle
ossa" e chiarisci il senso della ricerca di se
stesso "prima di nascere".
2.4 La parola "carne" ritorna nel testo tre
volte. Spiega il significato di questa parola e della
sua iterazione.
2.5 Spiega come poter conciliare l'affermazione
"tutte le carni sono buone e si equivalgono" con il
desiderio che uno ha "di farsi terra e paese" per
durare oltre l'esistenza individuale ed effimera.
2.6 La parola "bastardo" ricorre con insistenza.
Spiegane il significato in riferimento alla situazione
specifica in cui il termine viene di volta in volta
collocato.
3. Interpretazione complessiva e approfondimenti
Sulla base dell'analisi condotta, proponi una tua
interpretazione complessiva del brano ed approfondiscila
collegando questa pagina iniziale di La luna e i falò
con altre prose o poesie di Pavese eventualmente lette.
In mancanza di questa lettura, confrontala con testi di
altri scrittori contemporanei o non, nei quali ricorre
lo stesso tema del ritorno alle origini. Puoi anche
riferirti alla situazione storico-politica dell'epoca o
ad altri aspetti o componenti culturali di tua
conoscenza.
TIPOLOGIA B
Redazione di un saggio breve o di un articolo di
giornale
(puoi scegliere uno degli argomenti relativi ai quattro
ambiti proposti)
Sviluppa l'argomento scelto in forma di "saggio
breve" o di "articolo di giornale" utilizzando i
documenti e i dati che lo corredano. Se scegli la forma
del saggio breve, interpreta e confronta i documenti e i
dati forniti e su questa base svolgi, argomentandola, la
tua trattazione anche se con opportuni riferimenti alle
tue conoscenze ed esperienze di studio.
Dà al saggio un titolo coerente con la tua trattazione e
ipotizzane una destinazione editoriale (rivista
specialistica, fascicolo scolastico di ricerca e
documentazione, rassegna di argomento culturale, altro).
Se lo ritieni organizza la trattazione suddividendola in
paragrafi, cui potrai dare eventualmente uno specifico
titolo.
Se scegli la forme dell'articolo di giornale, individua
nei documenti e nei dati forniti uno o più elementi che
ti sembrano rilevanti e costruisci su di essi il tuo
"pezzo".
Dà all'articolo un titolo appropriato e indica il tipo
di giornale sul quale ne ipotizzi la pubblicazione
(quotidiano, rivista divulgativa, giornale scolastico,
altro). Per attualizzare l'argomento puoi riferirti a
circostanze immaginarie o reali (mostre, anniversari,
convegni o eventi di rilevo).
Per entrambe le forme di scrittura non superare le 4-5
colonne di metà foglio protocollo.
Ambito artistico letterario
La piazza luogo dell'incontro e della memoria
"Ero appena tornato in un viaggio nel Messico,
dove ero rimasto molto colpito dall'intensa vita del
Cuore nei villaggi messicani. Ognuno di essi
possiede una piazza piuttosto grande con portici
tutto intorno, e la gente è sempre lì a comprar
nelle botteghe, a pettegolare, mentre i giovani
fanno la corte alle ragazzi. Questo è il vero centro
nella vita del villaggio. Provai a spiegare ai miei
studenti che valeva la pena di studiare questo
elemento e che dovrebbe essere possibile creare
anche negli Stati Uniti Cuori di questo genere. Ma
gli studenti rifiutarono la mia proposta perchè
pensavano che l'idea di una piazza circondata da
portici appartenesse troppo al passato e che non
fosse adatta alla vita di oggi. Così io mi domandai
se l'aver suggerito un tale argomento non era dovuto
al fatto che io avevo una mentalità d'altri tempi.
Ora però so che rifiutarono la mia proposta perchè
non sapevano di che cosa si trattava: non avevano
mai visto una cosa simile, non l'avevano mai
sperimentata, perciò non potevano capirla. Non molto
tempo dopo ricevetti una lettera da uno di essi, un
ragazzo molto dotato, che era stato dotato ed aveva
visto piazza San Marco. Ne era rimasto così
impressionato che mi scrisse ricordando la nostra
discussione".
Walter Gropius, Discussione sulle piazze italiane,
Milano 1954
"Ecco le piazze romane, dove le persone, giunte
in mezzo, scompaiono in profonda vasca, emergono gli
orli e le vedi, a distanza, salire la scalinata di
San Pietro come se andassero in Paradiso".
Vincenzo Cardarelli, Il cielo sulle città,
1949
La veneta piazzetta
antica e mesta, accoglie
odor di mare. E voli
di colombi. Ma resta
nella memoria - e incanta
di sé la luce - il volo
del giovane ciclista
volto all'amico: un soffio
melodico: "Vai solo?"
Sandro Penna, Poesie, 1939
Milano
Fra le tue pietre e le tue nebbie
faccio
villeggiatura. Mi riposo in Piazza
del Duomo. Invece
di stelle
ogni sera s'accendono parole.
Nulla riposa della vita come
la vita
Umberto Saba Il Canzoniere, Torino 1961
Piazza Grande
Santi che pagano il mio pranzo non ce
n'è
sulle panchine in Piazza Grande
ma quando ho fame di mercanti come me
qui non ce n'è.
Dormo sull'erba, ho molti amici intorno a me:
gli innamorati in piazza Grande;
dei loro guai, dei loro amori tutto so,
sbagliati e no.
(...)
Una famiglia vera e propria non ce l'ho
e la mia casa è piazza Grande.
A chi mi crede prendo amore e amore do
quanto ne ho.
Con me di donne generose non ce n'è,
rubo l'amore in piazza Grande
e meno male che briganti come me
qui non ce n'è.
(...)
Lenzuola bianche per coprirci non ne ho,
sotto le stelle in piazza Grande
e se la vita non ha sogni, io li ho e te li do.
E se non ci sarà più gente come me
voglio morire in piazza Grande
tra i gatti che non han padrone come me,
attorno a me.
A modo mio quel che sono l'ho voluto io...
(testo di G. Baldazzi-S. Bardotti, 1972, in Casa
Ricordi, 1995)
"La piazza ospita le attività non programmate,
spontanee e in questo senso diventa una propaggine
del laboratorio culturale; ne interpreta e ne
rafforza la vocazione popolare, prospettandosi come
una trasposizione fantastica del vecchio Hyde Park
Corner".
Il centro culturale George Pompidou di Piano e
Rogers in M. Dini Renzo Piano: progetti e
architetture 1964-1983 Milano 1983.

S. Steimberg, piazza San Marco,
disegni 1951

Piano e Rogers, Centro culturale
George Pompidou, Parigi, 1971 - 1977

Recanati, piazzola Sabato del
Villaggio
I fanciulli gridando
sulla piazzuola in frotta,
e qua e là saltando,
fanno un lieto romore.
G. Leopardi, Il sabato del villaggio
Ambito socio-economico
Musica per tutti, tra arte e industria
Oscar della musica, Eminem come Madonna
"Stoccolma - Doppio trionfo pe Madonna agli MTV
Europe Music Awards ieri sera al Globen della
capitale svedese e in diretta tv per un bacino di
telefan. Madonna conquista i titoli di miglior
artista femminile e dance e si ritrova a condividere
il palco del mega-show con cui Ritche, il suo
compagno 31enne, il regista inglese di "Snatch", che
l'ha resa madre due mesi fa. Canta, "Music", in
scena con due ballerini e tre musicisti, e sullo
sfondo le istantanee più importanti della sua
carriera. Doppio trionfo anche per eminem, rapper
bianco americano, con più di una grana con la
giustizia per violenze: è lui che vince il premio
per il miglior artista hip hop...Tutti gli artisti
si esibiscono dal vivo. La scenografia ricorda i
film di fantascienza degli anni 50: lame d'acciaio,
stalattiti argentee, sfere color latte, alcune
ripiene di acqua, e c'è pure una sorta di igloo...Richy
Martin, dio in terra del pop latino, vince come
miglior artista maschile e propone "She bangs" con
più di 40 ballerini trasferendo l'atmosfera
acquatica del video sul palco proprio in quelle
bolle piene d'acqua".
dal Corriere della Sera 17 novembre 2000
Umano troppo umano: si celebra l'innocuo rito
della sintonia nazionale
"Del resto Sanremo svolge una funzione determinante
nella vita del Paese che, in segno di rispetto, si
ferma, si sintonizza, si interroga sui massimi
sistemi. Il Festival infatti è una sorta di pratica
divinatoria coatta per leggere la nostra società;
anche qui a fasi alterne. Un anno Sanremo è lo
specchio del Paese, l'anno dopo è lo specchio di se
stesso, di ciò che rappresenta, di tutto il
baraccone televisivo; insomma è un Censis tradotto
in canzoni, un Istat in rima baciata, un
osservatorio di dati orecchiabili. Bisogna guardare
Sanremo perchè sugli altri canali, inspiegabilmente,
non c'è mai nulla da guardare".
Aldo Grasso, dal Corriere della Sera, 27
febbraio 2001
L'evento: con le star della lirica un viaggio
nella vita di Verdi
"L'anniversario di Verdi ha imposto uno scatto in
più. I cantanti sfileranno uno dopo l'altro ma
reciteranno anche: mantenendo un tono di
conversazione leggeranno appunti di vita verdiana
ricollocando la scheggia d'opera che cantano nel
contesto storico, sociale, psicologico in cui
nacque. Poi ci saranno le emozioni e forse qualche
ricordo personale dei protagonisti a tu per tu con
gli eroi e i ribaldi inventati da Verdi.
Sarà un viaggio nella vita di Verdi - dice il
celebre direttore Zubin Mehta - Il galà viene
consegnato al Festival, chiavi in mano, da un noto
agente musicale e sarà ripreso da 80 televisioni. Ci
sarà anche un dvd (ma non un cd)un homevideo e una
distribuzione via Internet"
dal Corriere della Sera 11 marzo 2001
I due volti di Internet, pericoli e opportunità
"Molto rumore per nulla? Il caso Napster - o se
volete il caso della musica digitale che viaggia
lungo le arterie del web compressa con il formato
Mp3 - ha scatenato una battaglia legale di
proporzioni enormi. La sentenza finale dei giudici
federali è alle porte e gli uomini di Napster,
proprio ieri, hanno detto di essere pronti ad
introdurre un filtro elettronico per la protezione
del copyright, che ha prontamente fatto arricciare
il naso alla Riia, l'associazione delle case
discografiche...Fermare Napster non significa
fermare lo scambio illegale di musica; nel breve o
nel medio periodo, non c'è da attendersi che il
mercato legale della musica on line decolli
vertiginosamente. Secondo le stime di Forrester
Research, nel 2003 la musica acquistata digitalmente
dovrebbe valere 220 miliardi di lire su scala
globale, quindi solo una modesta fetta del totale.
Ma siamo sicuri che Napster & friends danneggino il
mercato? A parte l'Italia (dove le vendite
ristagnano da anni) su scala globale i consumi non
hanno mostrato sensibili segni di cedimento. Anzi, a
detta di alcuni, la musica digitale può avere
effetti positivi sul mercato: ascolto un brano via
Napster, e se mi piace vado a comprare l'intero
disco".
da Il Sole 24 Ore" 4 marzo 2001
Ambito storico politico
L'Unità europea: un cammino di idee e di realizzazioni
"Uno Stato europeo stabilito sulla base del
governo rappresentativo, che garantisca la libertà
politica e il suffragio universale, fornirebbe il
meccanismo in grado di portare a quella libertà
politica ed economica desiderata da tutti i popoli
d'Europa. Vi prenderebbero, inoltre, parte paesi in
numero sufficiente da assicurare stabilità per la
democrazia, in modo tale che, nel caso in cui in una
parte della Federazione si manifestassero tendenze a
sopraffare le sue basi democratiche, la stabilità
degli altri membri sarebbe sufficiente per resistere
all'attacco".
R. W. MACKAY, Federal Europe,
London, 1940
(L'autore era un giurista australiano trasferitosi
in Europa dove divenne presidente del gruppo della
Federal Union).
"Il problema che in primo luogo va risolto, e
fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è
che apparenza, è la definitiva abolizione della
divisione dell'Europa in Stati nazionali sovrani. Il
crollo della maggior parte degli Stati del
continente sotto il rullo compressore tedesco ha già
accomunato la sorte dei popoli europei, che o tutti
insieme soggiaceranno al dominio hitleriano, o tutti
insieme entreranno, con la caduta di questo, in una
crisi rivoluzionaria in cui non si troveranno
irrigiditi e distinti in solide strutture statali".
A. SPINELLI, Il manifesto di
Ventotene, 1941
(L'autore, uno dei promotori della Federazione
europea, divenne commissario della CEE ed
europarlamentare).
"Per me, e per coloro che condividono le mie
opinioni, l'idea dell'unità europea fu sempre cara e
preziosa; essa rappresentava qualcosa di naturale
per il nostro pensiero e per la nostra volontà.
[...] La vera Europa sarà creata da voi, con l'aiuto
delle potenze libere. Sarà una federazione di liberi
Stati, con eguali diritti, capaci di far fiorire la
loro indipendenza spirituale e la loro cultura
tradizionale, sottomessi contemporaneamente alla
comune legge della ragione e della moralità".
TH. MANN, Messaggio pronunciato
alla radio di New York il 29 gennaio 1943
"Questo senso dell'Europa come portatrice di
civiltà, e di una civiltà comune, si precisa e si
definisce in senso unitario nel periodo tra le due
guerre e prima della tremenda devastazione
hitleriana. Ma è un culto che rifiorisce soprattutto
dopo la grande delusione e dopo le terribili
esperienze della seconda guerra mondiale".
G. SPADOLINI, Prefazione a Storia
dell'Europa come nazione di R. Ugolini, Firenze,
1979
"La fine della seconda guerra mondiale segnò
anche per l'Italia il ritorno ad una concezione
europeista non subordinata ai rapporti di potenza.
La guerra di liberazione aveva fatto sentire
l'importanza della collaborazione internazionale e
su questa base l'Italia sviluppò tutta una serie di
iniziative volte a dare risvolti concreti all'ideale
comunitario. Queste iniziative vennero a frutto nel
1957, con la creazione del Mercato Comune, il MEC ed
il fatto che il trattato istitutore fosse firmato a
Roma dimostra il ruolo non certo secondario che il
nostro paese aveva avuto (e che del resto continuerà
ad avere) sul piano dell'ideale europeista".
R. UGOLINI, Storia dell'Europa come
nazione, Firenze, 1979
"Non sarà possibile conseguire una integrazione
economica e monetaria senza procedere al tempo
stesso ad una integrazione democratica e politica...
Come si può concepire la creazione di una forte
banca centrale indipendente che controlli una moneta
usata da 340 milioni di cittadini, senza paralleli
sviluppi politici e democratici e una identità
politica europea?"
J. DELORS, in "Dal mercato unico
all'Unione Europea",
Documentazione Europea, Lussemburgo, 1992
Ambito tecnico-scientifico
La scienza: dubbi e paure dello scienziato
"Il supremo passo della ragione sta nel
riconoscere che c'è un'infinità di cose che la
sorpassano. E' ben debole, se non giunge a
riconoscerlo. Se le cose naturali la trascendono,
che dire di quelle soprannaturali?".
B. Pascal Pensieri, n. 139, trad. it. di P.
Serini, Torino, 1962.
"E tuttavia il ventesimo secolo non si trova a
suo agio con la scienza che è il suo risultato più
straordinario e da cui esso dipende. Il progresso
delle scienze naturali è avvenuto sullo sfondo di un
bagliore di sospetti e paure, che di quando in
quando si è acceso in vampate di odio e di rifiuto
della ragione e di tutti i suoi prodotti. (...) I
sospetti e la paura verso la scienza sono stati
alimentati da quattro sentimenti: che la scienza è
incomprensibile; che le sue conseguenze pratiche e
morali sono imprevedibili e forse catastrofiche, che
essa sottolinea la debolezza dell'individuo e mina
l'autorità. Nè infine dobbiamo trascurare il
sentimento che, nella misura in cui la scienza
interferisce con l'ordine naturale delle cose, essa
risulta intrinsecamente pericolosa".
E. Hobsbawm, Il Secolo breve trad. it.
Milano, 1995.
"Mi ricordo un colloquio che ebbi dopo la Guerra
con Enrico Fermi, poco prima che venisse
sperimentata la prima bomba all'idrogeno nel
Pacifico. Discutemmo di questo progetto, ed io
lasciai capire che, considerate le conseguenze
biologiche e politiche si doveva abbandonare un
simile esperimento. Fermi replicò: "Eppure è un così
bello esperimento". Questo è probabilmente il motivo
più profondo che sta alla base dell'interesse per
l'applicazione pratica della scienza; lo scienziato
ha bisogno di sentirsi confermare da un giudice
imparziale, dalla natura stessa, di aver compreso la
sua struttura. E vorrebbe verificare direttamente
l'effetto dei suoi sforzi".
W. Heisenberg, La tradizione nella scienza,
trad. it. Milano, 1982.
"La politicizzazione della scienza toccò il suo
culmine nella seconda guerra mondiale (...).
Tragicamente la stessa guerra nucleare fu figlia
dell'antifascismo. Una normale guerra fra diversi
stati nazionali non avrebbe quasi certamente spinto
i fisici d'avanguardia, per lo più profughi dai
paesi fascisti, a premere sui governi inglese e
americano perchè costruissero una bomba atomica. E
proprio l'orrore di questi scienziati dinnanzi al
risultato ottenuto, i loro sforzi disperati
all'ultimo minuto, per impedire ai politici e ai
generali di usare effettivamente la bomba e, in
seguito, i loro sforzi per opporsi alla costruzione
della bomba all'idrogeno testimoniano della forza
delle passioni politiche".
E. Hobsbawm, Il secolo breve, trad. it.
Milano 1995
"Galileo: Se gli uomini di scienza non reagiscono
all'intimidazione dei potenti egoisti e si limitano
ad accumulare sapere per sapere, la scienza può
rimanere fiaccata per sempre, ed ogni nuova macchina
non sarà fonte che di nuovi triboli per l'uomo.
(...) Per alcuni anni ebbi la forza di una pubblica
autorità; e misi la mia sapienza a disposizione dei
sapienti perchè la usassero, o non la usassero o ne
abusassero, a seconda dei loro fini. Ho tradito la
mia professione; e quando un uomo ha fatto ciò che
ho fatto io, la sua presenza non può essere
tollerata nei ranghi della scienza".
B. Brecht, Vita di Galileo, Torino, 1961
"Ho speso tutta la mia vita per la libertà della
scienza e non posso accettare che vengano messi dei
chiavistelli al cervello. L'ingegno e la libertà di
ricerca è quello che distingue l'Homo sapiens da
tutte le altre specie...Solo in tempio bui la
scienza è stata bloccata. Oggi più che mai bisogna
affermare il principio che gli scienziati hanno il
diritto di partecipare alle decisioni politiche
piuttosto che essere vittima di movimenti
oscurantisti ed anti-scientisti"
Rita Levi Montalcini, dal discorso tenuto il 13
febbraio 2001 nella sala della biblioteca di
Montecitorio.
TIPOLOGIA C:
Tema di argomento storico
Uno dei fenomeni più significativi del Novecento
è la presa di coscienza dei propri diritti da parte
delle donne, prima nei paesi più avanzati come gli
Stati Uniti e la Gran Bretagna, e poi negli altri
paesi occidentali. Dalle rivendicazioni del diritto
di voto agli appelli sempre più chiari e vigorosi
per la uguaglianza con gli uomini in tutti i settori
della vita economica e civile, il principio delle
"pari opportunità" è stato il vessillo delle lotte
femminili.
Illustra le fasi e i fatti salienti che hanno
segnato il processo di emancipazioni femminile nel
nostro paese, facendo possibilmente riferimento
anche a canzoni, film, pubblicazioni e a qualunque
altro documento ritenuto significativo.
TIPOLOGIA D
Tema di ordine generale
La Dichiarazione Universale dei Diritti
dell'Uomo, approvata il 10 dicembre 1948 dalle
Nazioni Unite, proclama solennemente il valore e la
dignità della persona umana e sancisce al tempo
stesso la inalienabilità degli universali diritti
etico-civili.
La storia dell'ultimo cinquantennio è tuttavia
segnata da non poche violazioni di questi principi
rimaste impunite.
Quali, a tuo avviso, le ragioni?
Affronta criticamente l'argomento, soffermandoti
anche sulla recente creazione del primo Tribunale
internazionale dei crimini contro l'umanità ed
esprimendo la tua opinione sulla possibilità che
questo neonato organismo internazionale possa
rappresentare una nuova garanzia in favore di un
mondo più giusto.
La durata massima è di sei ore è
consentito solo l'uso del dizionario italiano.
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