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Moderna e al tempo stesso antica, è la capitale dell'Islanda, Reykjavík. Oggi è
una tranquilla
cittadina
di 9.000 abitanti, ma appena un secolo fa era un borgo abitato solo da 300
pescatori. Il suo nome significa "Baia fumante" e deriva dal getto di vapore che
il vichingo norvegese Ingoffur Arnarson vide levarsi dalle sorgenti calde quando
nell'874 d.C. fondò la città. La tradizione sostiene che Arnarson abbia
costruito la propria casa nell'attuale centro della città, la Piazza
Austurvöllur, dove oggi ci sono il palazzo del Parlamento e la cattedrale
luterana, Dómkirkjan. Dopo
il
disastroso incendio nel 1915, le antiche case in legno settecentesche e
ottocentesche, sono state sostituite da edifici in cemento con tetti di lamiera
ondulata, e facciate dipinte con colori sgargianti. La più antica costruzione
della città, eretta nel 1752, sorge al n. 10 di Adhalstræti. Ma una visita a
Reykjavík non può esimersi dal toccare la Thjódhminjasafn Islands, piccola isola
che sopita la collezione nazionale di dipinti e sculture di artisti islandesi,
antichi reperti e testimonianze della civiltà islandese, e l'Árbæjajarsafn,
museo all'aperto organizzato in una fattoria del XV secolo, dedicato alle
tradizioni popolari e alla civiltà isolana. La Hallgrímskirkja (chiesa di
Hallgrims), dal suo campanile alto 73 metri, sovrasta i bassi edifici di
offrendo una veduta panoramica della città e delle sue colorate abitazioni di
latta o calcestruzzo bianco.
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