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In questo autore sono presenti gli aspetti principali del Decadentismo, ossia la nuova concezione della poesia, un linguaggio contraddistinto dalla ricerca delle suggestioni musicali e da una visione pessimistica dell'uomo e del mondo. Il Pascoli è caratterizzato da una profonda cultura, basata sullo studio dei classici e dei maggiori autori italiani, studio dimostrato dalla facilità con cui padroneggia il vasto patrimonio rappresentato dalla letteratura greca e dalla sua familiarità con lo stile e la sensibilità di autori come Virgilio, del quale apprezza e segue l’amore per la natura.

 Il mondo di Pascoli, pur essendo permeato profondamente da questa cultura, pur presentandosi come una visione completa e suggestiva di un preciso orientamento, che è quello decadente, risulta originale, perché trae le sue vere motivazioni e le sue origini dalla sensibilità dell'autore e dalle sue esperienze umane e culturali. Profondamente colpito da gravi disgrazie familiari e dalla scoperta di un mondo dominato dalle ingiustizie, il poeta elaborò fin dalla giovinezza, completandola col passare degli anni, una concezione della vita, fatta di pensieri improntati spesso sul pessimismo. In primo luogo venne meno in lui la fiducia positivistica nella scienza, la quale non fornisce all'uomo alcuna certezza e non è in grado di risolvere i problemi e di dare origine ad un vero progresso.

Dimostrata l'infondatezza, della scienza, l’umanità appare avvolta dal mistero, per cui non esistono vere risposte ai problemi del male, del dolore e della morte. In particolare, colpisce il Pascoli il dolore, che non è un fatto del tutto naturale, bensì è una conseguenza delle azioni degli uomini. Il Pascoli, per la sua sensibilità e per le sue stesse concezioni esistenziali, approdò ad una concezione nuova della poesia, che espresse in alcune pagine di prosa, definendola come la poetica del fanciullino. Per lui, nell’animo di ogni uomo esiste un eterno fanciullo; mentre noi cresciamo, esso conserva la sua capacità di stupirsi, di gioire, di scoprire il fascino e la bellezza delle cose. Il poeta è colui che sa ascoltare e sa far parlare questo fanciullo, sa esprimere la sua meraviglia, semplicità e candore.

Dalla formulazione della poetica del fanciullino come modo di concepire la poesia discendono alcune conseguenze fondamentali. Fra queste sono importanti il carattere irrazionale della poesia, il nuovo modo di vedere le cose (infatti, dice il Pascoli, il fanciullino "impicciolisce per poter vedere, ingrandisce per poter ammirare e ... adatta il nome della cosa più grande alla più piccola, e viceversa"), l'affermazione di un nuovo scopo della poesia, sul piano psicologico e sociale.

 

 

 

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